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Versione 1.2

Intervista all’arch. Enrico Auletta

Intervista a Enrico Auletta

Architetto e Paesaggista (socio AIAPP dal ‘92). Nato a Salerno, dove vive e lavora e dove, oltre a dedicarsi alla progettazione architettonica a differenti scale di dettaglio, si occupa di giardini storici, parchi e giardini pubblici e privati, giardini terapeutici, consulenze su gestione del verde urbano. Suoi scritti e lavori sono stati più volte pubblicati.

La scelta del rivestimento in ceramica artigianale ha una preferenza rispetto ai materiali industriali, oppure c’è un giusto equilibrio tra innovazione e tradizione?

Sicuramente c’è un equilibrio dettato dal tipo di abitazione e dalle richieste del cliente, ma è anche vero che mi piace utilizzare, quando posso, il materiale artigianale non in maniera tradizionale, nel senso che mi piace realizzare degli ambienti di taglio contemporaneo utilizzando la parte artigianale soprattutto per il suo valore materico e per il suo valore cromatico abbinandola a superfici di altro genere.

L’ambiente del bagno occupa una posizione sempre più importante all’interno dell’abitazione in termini di spazio dedicato al relax e al benessere personale, in che modo i tuoi interventi valorizzano tale ambiente?

Lo spazio dedicato al benessere e al relax è importante, tuttavia io tendo, quando ho a disposizione più spazio, a separare le funzioni e a portare le zone di relax in ambienti più vissuti, come giardini d’inverno dotati di vasca idromassaggio, o ad esempio zone dedicate all’esercizio fisico in ambienti giorno. Quando posso provo a tirare fuori dal bagno, sistemando magari in camera da letto, funzioni dedicate al benessere e al relax e lasciando al bagno solo quelle destinate all’igiene. Ma molto spesso mi capita di avere a che fare con piccoli spazi a cui mi piace attribuire una percezione di ambiente meno “costretto” attraverso l’utilizzo di altri materiali come pareti a specchio riflettenti che allungano la prospettiva delle pareti rivestite alternando superfici non rivestite.

Questo tipo di intenzione progettuale rimanda a un’idea di “bagno diffuso”, nel senso che alcune funzioni dell’ambiente bagno non rimangono più circoscritte all’interno del perimetro a loro abitualmente dedicato, ma si estendono anche verso zone dell’abitazione tradizionalmente non destinate a loro.

Occupandomi anche di esterni, pensando ai terrazzi o ai giardini, molto spesso mi piace trasferire queste situazioni all’esterno, tra la vegetazione. Quindi, laddove c’è la possibilità, preferisco dare risalto al connubio tra verde e relax. Inoltre e non solo per motivi estetico percettivi ma anche per ragioni legate al benessere, tendo a introdurre la vegetazione, coltivata in idrocultura, anche nel bagno risolvendo, dove è necessario, il problema dell’assenza dell’illuminazione naturale con l’utilizzo di particolari led a risparmio energetico che hanno un flusso luminoso simile a quello della luce naturale.

Tra i tuoi interventi ce n’è uno, o più di uno, che ha reso protagonista la stanza da bagno?

Tendo sempre, nei miei progetti, a far diventare il bagno un luogo particolare dove è piacevole andarci. Soprattutto in situazioni dove non c’è illuminazione e aerazione diretta, cerco di lavorare con le luci e con superfici rivestite o specchianti posizionate in modo da valorizzare l’ambiente bagno.

Il bagno protagonista della casa è anche una richiesta della committenza o rimane una tua proposta progettuale?

Secondo me gli ambienti con rivestimenti sono quelli dove la committenza percepisce maggiormente la possibilità di ampliare l’aspetto decorativo dell’abitazione e, con esso, l’esigenza di decorazione.

Oggi sono molto diffusi i rivestimenti realizzati in lastre di formato extra large, tuttavia si assiste anche a un ritorno delle forme tradizionali (squame di pesce, esagoni, forme geometriche composte, ecc.). L’utilizzo dell’uno o dell’altro rivestimento è relativo solo al contesto o altri “stimoli” determinano la scelta?

Riprendendo il discorso della decorazione oggi, in genere, l’attenzione è maggiormente rivolta al formato grande anche per ambienti che non lo richiederebbero. Ci sono zone della casa, ad esempio ambienti piccoli o addirittura irregolari, che sono un po’ penalizzate dall’utilizzo delle lastre di ampie dimensioni, infatti esse soffrono degli eccessivi tagli, per i quali si produce notevole sfrido, tanto da risultare antieconomico l’uso dei grandi formati. Detto questo con i formati più piccoli, fino ad arrivare alle tessere dei mosaici, è più facilmente possibile rivestire attraverso un’alternanza di piani e superfici; questa è una soluzione che mi piace molto utilizzare più che decorare le pareti in maniera tradizionale, infatti in questo modo riesco a mettere in evidenza i rivestimenti e a dare maggiore preziosità alle superfici.

Quali sono state, secondo te, le trasformazioni più significative che ha subito la stanza da bagno?

Il fatto di essersi affrancato, in parte, dal suo utilizzo tradizionalmente inteso.

Come dovrebbe essere la tua stanza da bagno ideale? Cosa non dovrebbe mancare nella stanza da bagno?

La mia stanza da bagno ideale dovrebbe avere un grande spazio in rapporto a un’abitazione che lo consenta e, ovviamente, dovrebbe prevedere la presenza di vegetazione. Tuttavia se in un’abitazione ho la necessità di recuperare spazio, non lo faccio nel bagno che, di conseguenza, diventa essenziale ma comunque piacevole.

 

Arch. Aldo De Vivo

bluverde ALDO

Intervista per la rivista “Il Bagno Oggi e Domani”

il bagno oggi e domani

 

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