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Versione 1.5

3. Contratto di Prestazione d’Opera – Progettare tra leggi e norme

tutela diritto d'autore progettare avvocato marco barzaghi

Il contratto che regola il rapporto tra il committente ed il professionista è un contratto di prestazione d’opera intellettuale, disciplinato dagli artt. 2229 e ss. del Codice civile.

Questo schema contrattuale si realizza allorquando una persona si obbliga a compiere verso un corrispettivo un’opera o un servizio, con lavoro prevalentemente proprio e senza vincolo di subordinazione nei confronti del committente.

Il contratto deve recepire nel suo testo tutti quelli che sono gli accordi intervenuti fra le parti in causa e dovrà regolare in modo preciso e, per quanto possibile, inequivocabile le reciproche obbligazioni.

Per il codice civile questo tipo di contratto non richiede necessariamente la forma scritta che, al contrario, è richiesta dal codice deontologico degli architetti.

Il contenuto delle clausole contrattuali è assolutamente lasciato alla libera volontà delle parti che devono però rispettare il principio della liceità delle prestazioni.

Il contratto dovrà regolamentare l’aspetto economico ovverosia il compenso dovuto al professionista a fronte dell’attività commissionatagli. L’art. 24 del codice deontologico prevede infatti per il professionista l’obbligo di preventivare per iscritto il costo delle opere e degli oneri professionali.

Il contratto dovrà quindi prevedere un compenso adeguato all’importanza ed al valore dell’opera, ai tempi stimati per la realizzazione della stessa ed al decoro della professione con l’opportunità di indicare per ogni singola prestazione quelle che sono le ipotizzabili voci di costo, comprensive di spese, oneri e contributi.

Ai fini della determinazione dei criteri di calcolo del compenso potrebbe essere utile adottare i parametri previsti dalle nuove tabelle parametriche del D.M. 140/2012 che poi saranno quelle utilizzate dagli organi giurisdizionali nel caso in cui fossero chiamati a dirimere una controversia sul compenso da pagare al professionista sia nei casi in cui le parti appunto non abbiano regolamentato per iscritto la determinazione del compenso sia nel caso in cui siano sottoposti al magistrato pareri di congruità relativi alla parcella.

In alternativa, qualora detti parametri non consentano di definire il valore di una o piu’ particolari prestazioni richieste ci si potrà rivolgere ai parametri di cui alla vecchia L. 143/49, ovvero a quelli a diver il vero molto stringati previsti dal D.M. 4/4/2001.

Gli onorari potranno essere suddivisi chiaramente in piu’ acconti e saldo finale ed occorrerà prevedere in contratto la possibilità che gli stessi possano variare in caso di modifiche, varianti, aggiunte che fossero richieste dal committente e/o che si rendessero necessarie in corso d’opera, purché non conseguenti ovviamente ad errori del professionista.

Il contratto potrà inoltre prevedere che qualora l’incarico professionale dovesse essere revocato per cause non imputabili al professionista quest’ultimo avrà comunque diritto a percepire il compenso in proporzione all’incarico eseguito e sulla base delle attività effettivamente espletate ed eventualmente potrà prevedere anche una maggiorazione da calcolarsi in percentuale sugli onorari maturati o in alternativa su quelli previsti per attività non eseguite.

Andrà previsto altresì che anche il professionista puo’ recedere dal contratto per giusta causa conservando il diritto al rimborso delle spese ed al compenso per l’opera sin li svolta.

L’esercizio del diritto di recesso però è derogabile ciò vuol dire che le parti potranno prevedere nel contratto l’esclusione di tale facoltà sino al termine del rapporto, salvo che sorgessero motivi di giusta causa.

Non meno importante assume poi la definizione dell’oggetto dell’incarico ovvero l’indicazione di tutte le attività, le opere ed i servizi che il committente richiede al professionista e che quest’ultimo accetta di poter realizzare e porre in essere.

Al contratto andranno allegati i documenti idonei a verificare se il committente ha titolo per poter disporre del bene su cui ricade l’opera del prestatore (ad esempio il contratto di compravendita relativo all’immobile interessato dalle opere).

Ci si potrà avvalere dell’opera di collaboratori ma sarà necessario prevedere questa possibilità nel contratto.

Nell’elaborato contrattuale andrà operato riferimento alla polizza assicurativa stipulata dal professionista a copertura di eventuali danni provocati nell’esercizio dell’attività professionale, indicando la compagnia assicurativa ed il massimale di copertura.

Occorrerà inoltre individuare il tempo stimato per l’espletamento dell’incarico.

Si potrà, a seconda della fattispecie, suddividere l’opera in piu’ fasi distinte prevedendo una durata per ogni singolo step oppure prevedere la durata stimata per l’intera opera, sarà importante però definire in contratto che nel computo del tempo non rientreranno i tempi necessari per ottenere ad esempio atti e/o provvedimenti amministravi ed in generale i tempi richiesti dalle attività svolte da terzi la cui durata, ovviamente, non rientrano nella vostra sfera di controllo.

Il contratto dovrà poi regolamentare eventuali differimenti e/o proroghe dovute ad esigenze del progetto o richieste del committente.

Per quanto concerne poi i diritti d’autore e la proprietà degli elaborati originali del progetto e di quanto altro rappresenta l’oggetto della prestazione, nel contratto andrà precisato che, nonostante l’avvenuto pagamento del relativo compenso da parte del committente, sono riservati al professionista, a norma degli artt. 2575, 2576, 2577, 2578 del codice civile e della legge 633/41 la protezione dei diritti d’autore e di altri diritti connessi al suo esercizio.

Occorrerà infine prevedere il richiamo alla nromativa sulla privacy ed ai consensi richiesti recirpocamente alle parti da detta nromativa e sul trattamento dei dati personali.

I contratti devono essere datati e tutte le sue pagine dovranno essere firmate in originale da entrambe le parti.

 

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